Il Borgo

Arancione, come le radici che ci nutrono e ci tengono bene ancorati a terra. Verde, come le colline delle Langhe, modellate dal secolare susseguirsi di generazioni di contadini. Giallo, come il mood del progetto: leggero, easy,
divertente. Rosso, come la passione per il proprio lavoro, certo, ma anche come la polpa delle cose, rosso come il sapore. Viola, come la buccia delle uve nei vitigni che circondano la borgata, preludio di quello che sarà uno dei vini più pregiati al mondo, il Barolo DOCG. Azzurro, perché è il colore della quiete, a testimoniare l’atmosfera di pace e tranquillità che qui si respira. Marrone, a evocare la terra, ma anche a simboleggiare la storia e la cultura contadina che a questa stessa terra sono legate a doppio filo. Sono i colori di Borgo Sant’Anna, sette cerchi – che richiamano l’anello entro il quale è racchiusa la piccola borgata, nel territorio di Monforte d’Alba – idealmente disposti a formare un grappolo, perché è impossibile pensare alle
Langhe senza che la mente corra agli straordinari vini che questa terra è capace di offrire. E sulle botti all’interno delle quali il nebbiolo pazientemente invecchia, gelosamente custodito nel segreto della cantina, una scritta balza
all’occhio di chi legge: “Atto a divenire Barolo”. Il vino che riposa nel legno si sta preparando a trasformarsi in qualcosa di memorabile: uno dei Rossi più celebri e apprezzati al mondo, il re dei vini. E così è la cucina di Pasquale
Laera: in continua evoluzione.

Indirizzo

Localita Sant'Anna 84 - 12065 Monforte d'Alba

Telefono

+39 0173 195 0332

EMAIL

info@borgosantanna.it

Nel 2019, dalla collaborazione tra lo chef Pasquale Làera e il maître Fabio Mirici Cappa, prende avvio il sodalizio che porta alla nascita di Borgo Sant’Anna, a Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe. È l’incontro tra Nord e Sud, tra i profumi del mare e i sapori delle Langhe, in un luogo che è da sempre crocevia di contaminazioni, che mai riescono tuttavia a intaccare quell’orgoglioso senso di appartenenza alla terra che è tipico delle Langhe. Umiltà, caparbietà, senso del lavoro: il mondo della cucina ha molto in comune con quello di chi lavora la vigna. L’idea alla base del progetto è quella di creare un luogo capace di offrire un’atmosfera piacevole, in cui mangiare bene, riscoprendo piatti e gesti della tradizione. A Borgo Sant’Anna, saperi tramandati e sapori contadini vengono rivisitati, mescolando stili e ingredienti fino a dar vita a qualcosa di inedito, ma familiare. È la riscoperta dei piatti di una volta, della pasta con la semola, dei macaron dël frèt, del profumo del soffritto di cipolla, delle verdure dell’orto, delle acciughe e della pasta dello scambio, delle anguille e del baccalà alla piemontese, della cisrà e dei legumi, dell’agresto, della cottura nelle pentole di terracotta della nonna. Ricette riviste alla luce delle esperienze vissute dallo chef nel suo viaggio per il mondo, alla ricerca dell’esperienza e della crescita umana e professionale che lo porta a mettere nei propri piatti un mix sensazionale di tradizione e avanguardia. La scelta delle Langhe, e di Monforte d’Alba in particolare, deriva dalla volontà di misurarsi con la sfida di esplorare le potenzialità del territorio che ha adottato lo chef Làera, rispettandone le peculiarità e la bellezza, unendo il meglio della grande tradizione culinaria italiana ai più svariati stimoli provenienti dal mondo intero, senza dare nulla per scontato.

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